Incontrare e Scopare

Cerco vero uomo per mia moglie maiala

Torino è una città grande, imperiale, io e mia moglie maiala Paola ci viviamo da sempre, sappiamo in quali ristoranti andare, quali evitare e ci piace bere una birra con gli amici in qualche pub della zona.

Fa la commercialista, Paola, una bella donna, culo grosso, a forza di stare seduta, si capisce, porta gli occhiali appena sopra la punta del naso. Ed è sempre arrapata.

Ho provato a darmi da fare, anche tre volte al giorno, e non riuscivo più a starle dietro, abbiamo chiamato una ragazza, gliel’ha leccata così tanto che non aveva più saliva. Presa da dietro, con quelle sue natiche grosse che ballonzolavano rosse a forza di colpi e la ragazza sotto che gliela leccava mentre io le tenevo le dita dentro. E ancora era insoddisfatta.

Alla fine, ho ceduto, dovevo trovare qualcuno da tenere in panchina e chiamare all’occorrenza. Per carità non ero subito dell’idea che la cosa mi andasse bene, ma soffriva, sempre a chiedermelo, e io non ce la facevo più.

Ho detto proviamo.

Abbiamo cercato su internet. “È facile fare la coppia aperta al giorno d’oggi si trova di tutto”. Mi ha detto lei con quelle labbra sottili sotto la punta del naso e gli occhiali spessi. Una pelle liscissima, mi sarebbe venuto anche duro al solo guardarla se non fosse che ero spompato.

Ci scrive un tizio, manda la foto del cazzo, mi intimidisce ma sembra uno serio, gli spiego che a scrivere sono io e che mia moglie è lì con me, io vorrei stare a guardare, se permette. Accetta, ma vuole farlo a modo suo, niente di troppo strano, ma non gli piace andare a casa della gente da subito, vuole farlo da lui, ha un posto carino, pulito, dice.

Andiamo una sera, lei tutta eccitata sui tacchi, non riesce a camminare dritta, immagino le sue mutande bagnate tenute strette dalle cosce tese mentre ci prepariamo al primo di molti incontri trasgressivi, se tutto va bene.

Entriamo, il tizio è uno grosso, peloso, lei si morde le labbra sottili sotto gli occhiali spessi.

Sul divano, dice, c’è la luce migliore. E mi aspetterei una luce soffusa e invece è al neon, tutto è immacolato ma sembra sporco, eccitante, un po’ rossastro.

Non fa in tempo a sedersi sul divano che lui le solleva la gonna aderente strisciandola lungo le cosce, le sposta le mutande e le infila un dito, le sbottona la camicetta con l’altra mano.

“Tu guardi?” Mi dice. Io annuisco. “Ho una moglie trasgressiva.”

“Sei già pronta.” Continua lui. Lei ha divaricato le gambe e buttato la testa all’indietro con la bocca aperta e gli occhi socchiusi, lui le succhia una tetta e lei lancia un gemito.

La butta sul divano che è molto largo, di pelle nera, da un tavolino prende una scatola e dentro c’è una specie di cazzo con la cintura, lo appoggia di fianco e le mette le dita di nuovo tra le cosce, da dietro, poi la gira e si fa mettere addosso un preservativo che prima le mette delicatamente tra le labbra sottili. Glielo infila con la bocca.

La rigira e con le mani se la tira addosso, entra nella figa e il suo culone sembra un cuscino, dà un bel po’ di spinte, le infila le dita in bocca e poi le massaggia il clitoride, lei viene quasi subito e lui continua, viene un’altra volta gridando. Viene anche lui.

Mia moglie maiala si sta ancora riprendendo dai due orgasmi e lui si infila quel cazzo ancora più grosso appena sotto l’ombelico. “Ho capito subito che tipo sei.” Dice.

Mentre lei è ancora lì che ansima la mette seduta a gambe aperte, si vedono tutte le sue fessure, esposte.
Inizia a leccarle l’ano e poi ci infila un dito. Poi due con un po’ di fatica, ci lavora bene finchè lei non inizia a chiedere di essere scopata. Nel frattempo, è tornato duro, e con il cazzo vero entra nel culo e con l’altro nella figa. Quello finto ha anche un pallino in fondo che vibra. Mia moglie guarda in alto e ansima come una maiala in calore. Quando viene urla così forte che temo venga a bussare qualcuno.

Torniamo a casa e io sono così eccitato che ci fermiamo in un parcheggio a scopare di nuovo.

E almeno per quella sera è sazia la moglie maiala.

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